Poesie di Giorgio Alberti

 
 

PRIMI FRAMMENTI

BOZZETTO

Già, con un soffio, indora
Il pesco. E’ sceso il sole
Tra gli olmi, e ad ora ad ora,
ha un miracolo nuovo.

E nell’azzurro aleggia
Un cantico sonoro,
palpitando. Biancheggia

la strada d’un biancore
di ghirlande che adoro…
In tutto c’è il tremore
D’un sogno che ritorna;
non più assopito!

 

SAGGIO

ANNIVERSARIO

Padre, de la cui vita solo appresi
Ch’erano grande male
Due lacrime su gli occhi d’un gigante,-

È il presagio d’un tempo indefinito
Che mostra la mia ora
Strappata dal tuo tempo.
Non è in te, rivedere
La tua vita che ignoro,
il bene che perduto dà l’inganno
d’altre piccole attese,
d’altri sogni fugaci;-
è un tempo che non teme la sua fine,
ad altri dato,come
il presagio d’un tempo indefinito.-

Padre, de la cui vita seppi solo
Ch’erano gran male,
due lacrime su gli occhi d’un gigante.

VENTO

Sembra che quasi voglia sradicarle,
tutte le piante, il vento. Contro loro
s’è da ore avventato, come a invidia
d’un bene che da tanto più non hanno.
Se così fosse, non avrei dolore.
M’illusero altra volta,- e quell’attesa,
è l’inganno del tempo che mi sfugge.

ANNIVERSARIO

Le pene che piangesti nella vita
Furono il mondo
Allora nato per il tuo dolore,
in te solo gettando la sua ombra,
o creatura, che da tempo svanita,
altri t’ignora,
se non viva che in me, dove nel cuore,

la tua sembianza ancora si rattrista,
e in me ti piange.

Viva non oltre il povero ricordo
de la mia vita,
dove in quel giorno tutta sfiorirai.

A CARLA

A me che, adolescente, ero già un poco
Stanco, e sognare diveniva grave,-
Ché il sogno s’affollava come l’ombra
Sotto una pianta, ricacciata a forza
Dal sole estivo- m’hai ridato, o Carla,
il breve tempo della giovinezza.

Mi stringe l’amarezza,
se ti vedo nel sogno, e ogni pensiero
di te spesso m’attrista,
che più non so per quale via di bene,
o di male,
io cerchi per la mia felicità.